Io decido
chi usa chi.
Il primo movimento civico italiano per i diritti delle persone davanti
all’intelligenza artificiale. Non nasce da un partito, da un’azienda, da una fondazione —
nasce da cittadini che hanno scelto di agire.
Non vogliamo regolare chi usa l’AI: chi usa uno strumento ne è responsabile. Vogliamo
regole dove è l’AI a usare noi — quando un sistema decide di noi a nostra insaputa, senza
che possiamo capirne la logica o contestarla. È in quell’asimmetria che servono diritti esigibili davvero.
Cinque cose concrete. In dodici mesi.
Fatte da persone, non da algoritmi. Ogni pilastro è un modo diverso di partecipare.
Una piattaforma civica con i dieci diritti delle persone e i dieci doveri di chi sviluppa l’AI, firmabili online.
Incontri pubblici dal Sud al Nord, con attenzione particolare al Mezzogiorno e alle aree interne.
Video-ritratti, podcast, newsletter, reel: alfabetizzazione popolare sull’AI, senza paternalismi.
Tre giorni di udienza pubblica, dodici giurati sorteggiati, sedici proposte per il Parlamento.